Requisiti e rimborso della cessione del quinto per dipendenti parapubblici

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Sommario

La cessione del quinto per dipendenti parapubblici ti offre la possibilità di ottenere un prestito personale basato sul tuo reddito fisso e costante. Con questa forma di credito, potrai beneficiare di una rata mensile che verrà decurtata direttamente dalla tua busta paga. Il tasso è fisso e i pagamenti hanno importo costante.

Questa è un’opportunità unica per i lavoratori dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Presenta differenze rispetto sia alla cessione del quinto per dipendenti pubblici che alle cessioni rivolte ai lavoratori del settore privato.

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Requisiti per la cessione del quinto per dipendenti parapubblici

Con l’espressione dipendente parapubblico, ti riferiamo ai lavoratori assunti presso società private con una partecipazione statale o pubblica. Fanno parte di questa categoria i dipendenti di Poste Italiane, delle ferrovie dello Stato e di molte altre realtà legate ai servizi per il cittadino, come consorzi, strutture residenziali riabilitative, enti di previdenza sociale, enti scientifici, culturali e molte altre società di servizi pubblici. Inoltre, anche i dipendenti assunti presso società private con una partecipazione da parte di un’altra azienda parapubblica sono considerati dipendenti parapubblici.

Per quanto riguarda i requisiti per l’erogazione della cessione del quinto, di norma i dipendenti parapubblici sono equiparati ai lavoratori pubblici e statali. Per ottenere questo tipo di prestito, è necessaria la titolarità di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il richiedente non deve sottostare ad una valutazione in merito alla stabilità dell’azienda presso cui è assunto, cosa che invece accade per i lavoratori del settore privato.

Anzianità minima necessaria per la cessione del quinto per dipendenti parapubblici

La cessione del quinto per dipendente parapubblico presenta alcune caratteristiche particolari in relazione all’anzianità di servizio minima richiesta per accedere al credito.

Per i lavoratori privati, l’anzianità minima richiesta solitamente è di almeno 5 anni. Questo requisito è imposto dall’istituto bancario per tutelarsi dal rischio di insolvenza e dalla compagnia assicurativa che eroga la polizza obbligatoria contro il rischio vita e rischio impiego. Anche per i dipendenti statali e pubblici è richiesta una sorta di anzianità minima, ovvero il superamento del periodo di prova, che ha una durata variabile di 3 o 6 mesi.

Tuttavia, quando si tratta di somme considerevoli, l’istituto di credito si basa sul TFR accantonato. Questo dipende dall’anzianità di servizio e difficilmente si otterrà un finanziamento di oltre 20.000 euro se si è assunti da meno di 5 anni.

È importante tenere presente che per i dipendenti parapubblici non esiste una regola fissa, i requisiti variano a seconda delle politiche dell’istituto di credito, dell’azienda presso cui è assunto il lavoratore e dell’importo richiesto.

Se sei un dipendente parapubblico e stai considerando di richiedere una cessione del quinto, ti consigliamo di verificare le politiche dell’istituto di credito e di consultare la tua azienda per conoscere i requisiti specifici.

 

Garanzie e rimborso per la cessione del quinto stipendio per dipendenti parapubblici

La cessione del quinto per dipendenti parapubblici offre molte opportunità rispetto ai comuni finanziamenti non finalizzati. Ad esempio, ti permette di accedere al credito anche se sei segnalato nei database CRIF e SIC come cattivo pagatore, protestato o pignorato.

Questo è possibile perché la cessione del quinto prevede come principale garanzia la tua busta paga, supportata da una polizza obbligatoria a favore dell’istituto di credito. La banca quindi non valuta il tuo profilo creditizio, perché già sufficientemente tutelata da queste garanzie.

Inoltre, la cessione del quinto ti offre la comodità del rimborso con decurtazione della rata direttamente dalla tua busta paga e la possibilità di ottenere somme relativamente elevate, soprattutto considerando che si tratta di prestiti non ipotecari.

Per legge, la durata del finanziamento non può superare i 10 anni. Ma per i dipendenti parapubblici c’è un’altra condizione da rispettare: la data fissata per la naturale scadenza del piano di rimborso deve precedere il tuo pensionamento. A differenza dei dipendenti pubblici e statali, infatti, la rata mensile del prestito non può passare dallo stipendio alla pensione. Tuttavia, se il TFR accantonato copre interamente il debito residuo del finanziamento al termine del rapporto di lavoro, è possibile far terminare il piano di rimborso in una data successiva al pensionamento.

Prima di avanzare una richiesta di prestito, ti consigliamo di consultare un esperto che ti indichi le possibili soluzioni di finanziamento e valuti la sostenibilità della rata in relazione all’impatto sui tuoi bilanci familiari.

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